QUALI AZIONI SINDACALI SERVONO PER IL TEYLORISMO AVANZATO (VEDI AMAZON)

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Il mutato rapporto di forza tra il lavoro e il capitale non viene analizzato, come necessita, nonostante i significativi segnali provenienti dal mondo del lavoro (un esempio per tutti la vicenda Amazon)

Ci si muove in modo tradizionale senza pensare a come aggredire alla fonte il “problema vero”, che dovrebbe essere al centro di tutte le strategie del sindacato di oggi.

Il problema vero è l’esproprio delle “conoscenze”, quel patrimonio che il lavoratore in passato accumulava lavorando, lo conquistava con l’esperienza che teneva ben riservata consapevole che le conoscenze, acquisite nel pratico svolgimento della mansione, erano un patrimonio individuale.

Quelle stesse conoscenze che in passato furono , in alcune realtà e per talune attività (catene di montaggio) aggredite dal teylorismo e dall’automazione.
Quello fu un difficile momento, in fabbrica ci fu chi pensò perfino che fosse necessario distruggere le macchine per difendersi dall’attacco del padronato alle professionalità, proprio perché l’automazione svuotava del patrimonio individuale l’operaio.


Chi ricorda, come fu affrontato il problema, potrà suggerire analoghe soluzioni di strategia sindacale peri risolvere il problema del “ teylorismo avanzato” che ti espropria, come avvenne in passato, di tutta la conoscenza.

Se per aumentare la produttività, svuoti le mansione di professionalità, devi condividere con i lavoratori i vantaggi economici che ne ricavi: è quanto successe alle linee di montaggio con passaggi automatici di categoria legati al tempo e con riduzioni dell’orario di lavoro;

Si potrebbe per analogia proporre soluzioni per risolvere la problematica odierna del teylorismo avanzato che con l’avvento digitale erode la professionalità , costringendo i lavoratori alla massimizzazione del ciclo produttivo.

Il salario minimo, con incrementi automatici e la riduzione dei tempi di lavoro, potrebbero essere le risposte coerenti e in linea con la difesa degli interessi di quei lavoratori spogliati della professionalità e demotivati.

Se questo suggerimento è condivisibile, sarà inevitabile spingere i lavoratori e l’opinione pubblica verso un nuovo riformismo del sindacato, che comprenda la necessità di una rinnovata strategia contrattuale che escluda completamente ogni forma di benefit e un classificazione non più soltanto professionale ma in casi come quelli anzidetti una classificazione retributiva rapportata all’anzianità e una riduzione dell’orario di lavoro in rapportato all’automazione.

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