La contraddizione tra progressività delle imposte e progressività della retribuzione (artt.36-53).

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Come dimostrato dalla tabella 1 il lavoratore per la prestazione ordinaria guadagna un reddito medio per ogni ora di prestazione di euro 10,73 mentre la stesso lavorarore che effettua prestazioni straordinarie guadagna un compenso per ogni ora prestata oltre l'orario ordinario euro 9,55, come dimostrato dalla tabella 2 

 

il lavoratore che effettua lavoro straordinario, riceve, di fatto un compenso complessivamente inferiore a quello percepito per il lavoro ordinario.

 

Lo stesso lavoratore, in applicazione dell art.53 della Costituzione paga sulla proprio reddito da lavoro un' imposta proporzionale all'aumentare della possibilità economica. In altre parole l'imposta cresce con il crescere del reddito.

Quindi in riferimento alla legge, le  imposte, da pagare fanno riferimento al reddito e pertanto il compenso per lavoro straordinario viene sottoposto a un'aliquota di imposta maggiore, rispetto a quella che incide sul lavoro ordinario;

In altri temini il reddito per la retribuzione ordinaria viene interessato dall'aliquota fiscale inferiore, mentre quello per le prestazioni straordinarie è tassato con aliquota superiore.

Il principio di progressività • È espressione dei principi di uguaglianza formale e sostanziale, di perequazione e di redistribuzione ai quali è improntata la Costituzione • È un principio di giustizia distributiva in quanto impone di prevedere un aumento più che proporzionale della pressione fiscale totale in rapporto alle potenzialità economiche complessive del soggetto

OK tutto quanto suddetto è giusto ma !!!!!!

Quello che non convince è mancato rispetto dell'art.36 che prevede:

"ll lavoratore ha diritto ad una retribuzione "proporzionata" alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

Poichè abbiamo dimostrato nelle predette tabelle 1 e 2, il reddito del lavoratore che effettua prestazioni eccedenti l'orario ordinario, non si incrementa "proporzionalmente" (come prevede l'art.36) , ma, che, viceversa, si decrementa del 4%, rispetto al reddito del lavoro ordinario, vorremmo proporre un ricorso pilota al giudice del lavoro.

per il mancato rispetto dell'art. 36  sui compensi proporzionati alla quantità e qualità del lavoro ;

 e per la mancata garanzia stabilita dall' art. 5 R.D.L. 6 dicembre 1923 n.692 che stabilisce: 

" il compenso per le prestazioni straordinarie non può essere inferiore a quello ordinario, omnicomprensivo maggiorato del 10%."

Nel caso in esame le differenze retributive e il mancato rispetto delle leggi, dipendono dalla normativa contrattuale che, non considerando le leggi che regolano il pagamento delle imposte sui salari, determina nei fatti una violazione dei suddetti diritti costituzionali:

Il compenso netto per le ore di lavoro straordinarie risultano, pagate meno delle ore ordinarie (al 96% della retribuzione ordinaria).
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